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Dopo la corretta e troppo recente collocazione di ogni pianeta nel giusto domicilio, esilio, esaltazione e caduta, molta chiarezza è stata fatta nella decifrazione dello Zodiaco. Un pianeta ingiustamente esaltato (o, poverino, esiliato) in un segno inadatto contribuì per tanto tempo a confondere simbologia e quindi interpretazione. Ancor oggi qualcuno si ostina a esaltare Venere in Pesci, ma se è tutto qui poco male, rispetto all’assoluto arbitraggio su invenzioni di schemi che di logico o semplicemente analogico nulla avevano. So per esserci passato che mandare a memoria griglie di nomi e disegni è dura per chi inizia a studiare, così notare le affinità fra segno e pianeta è un comodo aiuto, un sistema per ricordare meglio i principi, come le filastrocche che ci insegnavano a scuola. L’importante come sempre è la base, dopo le dita del pianista scorrono veloci e non c’è più bisogno o quasi di guardare. Sviluppiamo lo schema:
Ad ogni segno in domicilio si giustappone un esilio che altro non è che l’opposto segno zodiacale. Stesso discorso per esaltazione e caduta. In tutti i manuali troveremo scritto che in domicilio un pianeta si sente, proprio, a casa sua; in esilio le sue qualità vengono alterate, travisate, sentite come problematiche e a volte rimosse. Un caso freudiano, dunque. In esaltazione un pianeta dà il meglio o il peggio di sé, a seconda di chi ci trae godimento o ne fa le spese: Marte in Capricorno è implacabile, mentre Saturno in Bilancia è l’intellettualità più raffinata. Quando un pianeta è in caduta per così dire si eclissa, tace o viene messo a tacere, a volte dal destino a volte dal vissuto personale che ognuno si porta dietro e che ci fa optare per certe scelte. Detta così, sembra che i segni zodiacali se ne stiano lì belli fermi, a reagire come cartine di tornasole a questo o quel corpo celeste che li viene a importunare. Sul rapporto fra pianeta e segno (e poi anche case astrologiche) che lo occupa parleremo nei prossimi appuntamenti: merita uno spazio a sé: quando, tema natale alla mano, dobbiamo decifrare quale, fra un astro in posizione angolare o un altro elemento che contraddica l’insieme, possa essere considerato la dominante del suddetto tema. Per ora volevo accennare soltanto ai due pianeti non ancora ammessi ufficialmente se non dagli astronomi, sicuramente dai sacri testi di astrologia. Da anni si attende una conferma della loro esistenza e quindi la loro esatta attuale collocazione nell’eclittica. Qualche anno fa sentii in un telegiornale del loro avvistamento, entrambi nel segno della Vergine, ma, forse per mia mancanza, non ne ho saputo più nulla. Chissà se gli antichi timori copernicani impediranno ancora alla odierna scienza questa eventuale scoperta. Oltre tutto equalitaria, dunque Aquariana, perché attribuisce ad un segno un titolo, mentre fino ad ora tutti possedevano una doppia qualifica meno i Luminari. “A ciascuno il suo posto” è un motto Uraniano. Capitano North
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