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Le essenze vegetali e profumate
Le
essenze vegetali e profumate sono state impiegate dall’uomo fin dalle
origini; attraverso la storia e l’antropologia si ritrova nelle varie
civiltà l’impiego degli aromi e delle fragranze odorose. Già ai tempi
del continente scomparso Atlantide l’utilizzo di cristalli, piante,
fiori ed essenze aromatiche era una sorta di cerimoniale, infatti l’uso
di essenze in Atlantide prima e in Egitto poi, aveva soprattutto una
motivazione di tipo sacrale e religioso, era un inno alla divinità e un
mezzo per mettersi in contatto con le Energie superiori del creato.
Anche
l’India, come compare nei Veda (Testi Sacri), utilizzava dai tempi più
remoti i profumi per fini religiosi e i templi erano costruiti con legno
di sandalo. Per gli Indiani i profumi divennero presto un elemento
intrinseco alla bellezza e al fascino femminile, giacché per questo
popolo le essenze sono espressione di purezza e salute.
Fu
verso l’anno Mille dell’era cristiana che il medico e filosofo
Avicenna riscoprì e inventò il serpentino dell’alambicco e questa
scoperta permise agli alchimisti di estrarre le parti più sottili della
pianta, ossia la quinta essenza volatile delle sostanze aromatiche. A
quell’epoca, l’arte della distillazione assurse ad una dimensione
spirituale, poiché i terapeuti di allora compresero che gli olii
essenziali contribuivano a ristabilire l’equilibrio psicosomatico,
curando e alleviando contemporaneamente i mali fisici e quelli
dell’anima. Paracelso (medico, chimico, astrologo del XVI° secolo) fu
uno dei più illustri rappresentanti.
In
seguito, spezie aromi ed essenze continuarono ad essere il carico più
prezioso di spedizioni per terre e per mare, e costituirono il tributo da
pagare ai popoli invasori. Bisogna attendere il XIX° secolo per vedere
gli uomini di scienza interessarsi alle sostanze e ai principi attivi
degli olii essenziali, applicando la loro azione nell’ambito dei metodi
naturali di guarigione…
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