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Arbusto sempreverde dai fiori bianchi e olezzanti, dedicato ad Apollo e alle Grazie, ma sacro a Venere e Cupido: quando la dea dell’amore sorse dal grembo marino, le Ore le offrirono una sciarpa dai colori dell’iride e una ghirlanda di mirto. Come il mirto si fa signore del suolo e ne rimuove tutte le altre vegetazioni, così l’amore quando si impadronisce di un cuore, ne scaccia ogni altro sentimento. Esso perciò simboleggia l’amore e l’amicizia, ma anche l’accademia e l’onore, particolarmente poetico. Dante lo ricorda facendo parlare Papinio Stazio:
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<< Tanto fu dolce mio vocale spirto, che, tolosano, a sé mi trasse Roma, dove mertai le tempie ornar di mirto. >>
(Purg.XXI-88)
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